
ALLA MORTE
Morire sì,
non essere aggrediti dalla morte.
Morire persuasi che un siffatto viaggio sia il migliore.
E in quell’ultimo istante essere allegri
come quando si contano i minuti
dell’orologio della stazione
e ognuno vale un secolo.
Vincenzo Cardarelli (1887-1959)
"Cimitero di guerra" immagine di Farsergio
Questa poesia l’avevo scritta a luglio del 2005
per un mio carissimo amico.
Dopo 2 mesi è morto nel modo
che io avevo sognato per lui
QUANDO LA MORTE TI PORTERA’ VIA,
SPERO LO FACCIA CON DOLCEZZA.
VORREI CHE ARRIVASSE DI NOTTE
E TI AVVOLGESSE COME UNA CAREZZA.
VORREI CHE TI PRENDESSE NEL SONNO
E CHE TU NON TE NE RENDESSI CONTO.
VORREI ESSERE LI’ A SPIARE DI NASCOSTO
IL TUO ULTIMO SOSPIRO,
POI ATTENDEREI IL MIO MOMENTO
PER VENIRTI INCONTRO…
Daniela





