Famiglia

RICORDI…

Ci sono momenti in cui il ricordo si impone alla tua attenzione in maniera così vivida che non puoi ignorarlo… devi farlo tuo, assaporarlo, viverlo… E credo questo succeda  quando sono più forti le emozioni, quando gli accadimenti ti portano naturalmente a riflettere, quando ciò che avviene supera la tua capacità di sopportazione.

Sto parlando di una cosa molto semplice, che avviene quotidianamente, anzi ogni secondo avviene una, cento, mille volte, ma… tocca gli altri, non si pensa possa toccare te, sto parlando della perdita di una persona cara.

Quando succede senti una lacerazione, uno strappo attraverso cui si riversa in te, in pochi momenti tutto quello che è stato, che ha rappresentato, le cose dette, le cose fatte e in particolare le cose non dette, le cose non fatte, i rimpianti, le occasioni perdute.

Poi per fortuna prendono il sopravvento le cose belle, i momenti felici, hai la possibilità di rivedere e rivivere momenti lontani, momenti prossimi… e poi il ricordo del ricordo, momenti di vita che non hai vissuto perchè ancora non c'eri ma che sono tuoi nel ricordo della narrazione…

Ed è per questo che nell'album di questo blog ho voluto porre foto della mia famiglia, ricordi di ricordi, momenti precedenti alla mia nascita ma che ho vissuto nelle parole di chi li ha vissuti, il nonno che non ho mai conosciuto, i genitori che da anni ci hanno lasciato, mio fratello Lorenzo…

E il tempo, sommo rimedio, tutto lenisce e scolora.

File0019

(post del 2005, le foto sono nuove, i sentimenti gli stessi)

Dopo tanto…

Dopo tanto tempo mi decido a scrivere qualcosa, anzi a mandarvi un saluto e postare due piccole (?) mie immagini e una veloce riflessione: davvero oggi nelle nostre strade si può incontrare di tutto, perfino chiocciole giganti aliene blu che conversano con i mascheroni delle case:

Treviso - E tu chi sei? (Arredo urbano)

Per fortuna in altre strade si trovano dolci musici e ballerine che ci rincuorano con la loro musica e sguardi:

FERRARA BUSKERS 2010

Ciao e a presto

RISVEGLIO???

magnolia,  particolare
FIORITURA INCOMPIUTA

Nel mio giardino c’è un albero, grande, più alto della casa, una magnolia, della specie a foglie caduche.

Strano è il destino di questo magnifico albero, ogni anno in questo periodo si accinge a mostrarsi in tutta la sua bellezza, i rami si caricano di gemme e boccioli, questi ultimi lentamente si schiudono e si aprono; per qualche ora una fiamma rosa si leva a illuminare il giardino…; sì avete capito bene, qualche ora, perchè sembra incredibile, ma dopo che ha aperto tutti, o quasi, i suoi fiori un dispettoso Giove Pluvio, forse geloso di tanta luce, fa oscurare il cielo, arrivano pioggia e lampi, si alza un vento freddo che percuote la timida magnolia.

Impaurita, piange tutti i suoi petali rosa in un tappeto morbido e fugace.

Considerato che tutto ciò avviene abbastanza regolarmente, e anche oggi il cielo si è oscurato, ho voluto fermare in alcune foto questo attimo di bellezza, che solo pochi passerotti infreddoliti hanno potuto godere.

magnolia  e passerotto

RISVEGLIO

L’ALBERO RONZANTE

Nel nostro giardino abbiamo una pianta di  mimosa che ha ormai abbondantemente superato i due metri di altezza; considerata la latitudine in cui viviamo l’abbiamo collocata nell’angolo più riparato e trascorre i mesi da novembre a marzo “infagottata” in un ingombrante bozzolo di tessuto/non tessuto.

Solitamente emerge da questo involucro ai primi di marzo, ma quest’anno, complice la gelida perturbazione  che ha fatto tornare le minime notturne sotto lo zero, è rimasta fino a ieri nel suo telo, e gran parte dei suoi fiori si sono aperti nel chiuso della protezione; quello era un angolo di giardino silenzioso, dormiente.

Una volta aperto il bozzolo e permesso ai rami e ai fiori di allargarsi liberamente, un’esplosione di giallo e verde ha occupato quel pezzo di prato; un timido ronzio, quasi incredula di fronte a tanta abbondanza si avvicina un’ape, tocca qua e là, si posa si tuffa riparte veloce; un ronzio più profondo, si avvicina lento e maestoso un grosso calabrone; un ronzio più acuto, ecco un’agile e sinuosa vespa: in breve un concerto in cui si fondono le note più diverse si leva a fugare il silenzio, è il risveglio, è arrivata la primavera.


ps: le foto le ho scattate oggi alla mia mimosa e ai suoi ospiti

TRACCE

tracce

ESSERE RINOMATI NON E’ BELLO

 
Essere rinomati non è bello,
non è così che ci si leva in alto.
Non c’è bisogno di tenere archivi,
di trepidare per i manoscritti.

Scopo della creazione è il restituirsi,
non il clamore, non il gran successo.
E’ vergognoso, non contando nulla,
essere favola in bocca di tutti.

Ma occorre vivere senza impostura,
viver così da cattivarsi in fine
l’amore dello spazio, fino a sentire
il lontano richiamo del futuro.

E occorre lasciare le lacune
nel destino, non già fra le carte,
annotando sul margine i capitoli
e i luoghi di tutta una vita.

E occorre tuffarsi nell’ignoto
e nascondere in esso i propri passi,
come si nasconde nella nebbia
un luogo, quando vi discende il buio.

Altri, seguendo le tue vive tracce,
faranno la tua strada a palmo a palmo,
ma non sei tu che devi sceverare
dalla vittoria tutte le sconfitte.

E non devi recedere d’un solo
briciolo dalla tua persona umana,
ma essere vivo, nient’altro che vivo,
vivo e nient’altro sino alla fine.

Boris Pasternak
"Tracce", immagine di Farsergio

PARTE SECONDA

SVELIAMO IL MISTERO

Laura si è dimostrata tanto affezionata a questo piccolo gioco che non posso trascurare il suo appello di donna positiva che, al di là della fantasia, vuole vedere la realtà.

Domenica pomeriggio, al tramonto, argine del Po, un gatto nero, forse bisognoso d’affetto raggiunge una nonna a passeggio, senza nipotine.

Ma se volete potete aggiungere tranquillamente a questa immagine un uomo pericoloso, una fontana, un fuoco fatuo, una panchina, dei nipotini a passeggio, un falò, delle caldarroste, un vecchietto, o una confezione gigante di crocchette per gatti.

Adesso libero sfogo alla fantasia, conoscete la realtà

…o forse no

OKmisterosvelato

GIOCHINO GIOCHINO

mistero1

DIVERTIAMOCI

BlackLace in un commento a un post precedente si chiedeva: non si gioca mai qui?
Ha ragione, bisogna giocare, non si può essere sempre seri (o peggio seriosi).
Vi propongo quindi un giochino semplice semplice, un’immagine (una mia foto) con un rettangolo nero.
Non dovete indovinare cosa rappresenta la foto o cosa si cela dietro il punto interrogativo (forse non c’è niente!), vi chiedo solo cosa vi suggerisce questa immagine, la storia che  VOI  vedete qui rappresentata.
LUI è un gatto nero…

COSA O CHE STORIA VEDETE QUI?
COSA O CHI SI NASCONDE NEL RIQUADRO NERO?

mistero
    Il premio?
Il piacere di aver partecipato

.

POESIE GIOVANILI

karol

MΟΥΣΙΚΗ

– Przyłožyłem raz ucho ziemi:
tam się w głębi jakieś niosą grania,
lawą szarpią jej wnętrze – melodią
I do duszy wpadają rozdrganej
I w dal niosą się pogwarem echa -
- Cóž tak płacze po górach i huka?
- Cóž tak smęci po łąkach fujarki?
Ziemi wnętrz to muzyka -
echem niesie melodię,
wianem rozstrunionym
Oplata duszę człowieka –
Gra – Natura!
Jestem twoją częścią,
jestem w twoim natchnionym akordzie
duszą w duszy -
moje palce się kładną
na twoje struny rozgrane.
Ty mię owijasz i motasz wokoło,
jedwabiem tonów oskrzydlasz mi skronie,
duszy mej dajesz ciche zapomnienie,
rcucasz w mosięžną szalę kręgi marzeń -
wznosisz mą głowę w górę -
Bože!

Karol Wojtyła, 1938 (MΟΥΣΙΚΗ, vv 26-48)

 

MΟΥΣΙΚΗ

 – Una volta avvicinai l’orecchio alla terra:
là in fondo si spandono suoni,
che trascinano il suo interno con la lava – melodia
e cadono nell’anima vibrante
e si diffondono lontano con la risonanza dell’eco.
- Cosa piange in montagna e urla?
- Cosa immalinconisce gli zufoli sul prato?
E’ la musica dell’interno della terra -
con l’eco diffonde la melodia,
con il serto delle corde
avvolge l’anima dell’uomo -
Suona – Natura!
Sono una parte di te,
sto nel tuo accordo ispirato
anima nell’anima -
le mie dita si posano
Sulle tue corde sonanti.
Tu mi avvolgi, mi avviluppi
con la seta dei toni metti le ali alle mie tempie,
all’anima mia doni silenzioso oblio,
sulla bilancia di ottone getti cerchi di desideri -
sollevi la mia testa in alto –
Dio!

Trad. di Marta Burghardt, da “Karol Wojtyła, le poesie giovanili” Ed. Studium

“karol”, immagini elaborate da farsergio

 

FIOCCO AZZURRO AZZURRO

FINALMENTE LA PRIMA

 

Questi ultimi giorni sono volati, non abbiamo avuto il tempo di respirare…

Lunedì abbiamo montato la scenografia definitiva, e naturalmente ci sono state delle modifiche da fare, legno da segare ed assemblare, teli da cucire, tende da montare…

 Martedì e giovedì; prove, naturalmente, sistemare le posizioni, i tempi, un’ultimo aggiustamento di espressioni e toni, il coordinamento di movimenti, l’uso degli oggetti di scena; provare luci, illuminazione e colori, costumi e trucco (e anche qui adattamenti e rifiniture). Devo dire tutto ciò con calma e con la giusta tensione, consapevoli del lavoro fatto.

 Venerdì la prova generale. Non bene; qualcosa non ha funzionato. Ma deve essere così, per la buona riuscita dello spettacolo scaramanzia vuole che la generale vada maluccio. Forse non è vero, ma nella nostra compagnia ci siamo sempre rigorosamente attenuti a questo protocollo.

 Ricordo che anni fa portammo al debutto un nostro spettacolo in un teatro di un paese vicino; per comodità concordammo che avremmo montato la scenografia la sera precedente in modo da fare la prova generale nel teatro stesso; così fu, a questa prova era presente l’organizzatore della rassegna, e man mano che la prova (rigorosamente disastrosa) procedeva vedevamo il suo volto impallidire…

Quando prima di andarcene gli chiedemmo cosa ne pensava, rispose con un filo di voce “Bravi, bravi…”. La recita fu un successo, ed è un lavoro che ancora oggi, a distanza di anni, replichiamo con soddisfazione, e il sorriso tornò sul volto dell’organizzatore.

 Sabato 30 giugno, è arrivato finalmente il gran momento, la sala è piena (tra l’altro sono presenti, a rendere più viva l’emozione, alcuni amici:  Zena e Lino suo marito, Daniela, Franco Cordella che scatterà le foto ufficiali), dò i “cinque minuti” alla compagnia, i tecnici sono pronti, le assistenti di scena sono pronte, gli attori sono pronti, il regista è pronto…

 Si spengono le luci in sala, comincia la musica, si alzano le luci in scena, la prima battuta… e via, è cominciata, e tutto filerà liscio, i due atti si snoderanno piacevoli, Caterina e Mòmolo ravviveranno il loro amore, Marinella porterà lo scompiglio nella tranquilla casa di Venezia, e poi andrà via, di corsa, come sospinta dal refolo che l’ha portata lì, e la vita riprenderà a scorrere, con i pettegolezzi di Rosa, le partite a carte di Caterina e Mòmolo, un lento giro di valzer che li accompagnerà per sempre.

 Questo per me, e credo anche per i miei compagni di avventura, rapprenta il lavoro della maturità, è il copione che è nel cassetto e si dice sempre “Un giorno…”, ebbene io sono felice perché quel giorno è arrivato, sono riuscito a concretizzare il lavoro che ho sempre desiderato realizzare; e non vi nascondo che alla fine ero tanto commosso che ho fatto fatica a parlare; e adesso? Beh, domani c’è la prima replica,  sono sicuro che questo refolo avrà vita duratura.

Scusate? La prima? Come è andata?

Un successone, naturalmente.

Le foto?

Le foto di Franco Cordella sono in un post in CoffeeBreak, rigorosamente in ordine cronologico dal primo atto all’immagine dei saluti finali;  qui  trovate da sinistra a destra: Marinella (Mara), Caterina (Maurizia), me, Maria, mia moglie, e Monica , Assistenti di scena, Mòmolo (Doriano), Rosa (Moira).

Un’ultima nota, Doriano e Maurizia sono marito e moglie, che questo abbia influito?