FINALMENTE LA PRIMA
Questi ultimi giorni sono volati, non abbiamo avuto il tempo di respirare…
Lunedì abbiamo montato la scenografia definitiva, e naturalmente ci sono state delle modifiche da fare, legno da segare ed assemblare, teli da cucire, tende da montare…
Martedì e giovedì; prove, naturalmente, sistemare le posizioni, i tempi, un’ultimo aggiustamento di espressioni e toni, il coordinamento di movimenti, l’uso degli oggetti di scena; provare luci, illuminazione e colori, costumi e trucco (e anche qui adattamenti e rifiniture). Devo dire tutto ciò con calma e con la giusta tensione, consapevoli del lavoro fatto.
Venerdì la prova generale. Non bene; qualcosa non ha funzionato. Ma deve essere così, per la buona riuscita dello spettacolo scaramanzia vuole che la generale vada maluccio. Forse non è vero, ma nella nostra compagnia ci siamo sempre rigorosamente attenuti a questo protocollo.
Ricordo che anni fa portammo al debutto un nostro spettacolo in un teatro di un paese vicino; per comodità concordammo che avremmo montato la scenografia la sera precedente in modo da fare la prova generale nel teatro stesso; così fu, a questa prova era presente l’organizzatore della rassegna, e man mano che la prova (rigorosamente disastrosa) procedeva vedevamo il suo volto impallidire…
Quando prima di andarcene gli chiedemmo cosa ne pensava, rispose con un filo di voce “Bravi, bravi…”. La recita fu un successo, ed è un lavoro che ancora oggi, a distanza di anni, replichiamo con soddisfazione, e il sorriso tornò sul volto dell’organizzatore.
Sabato 30 giugno, è arrivato finalmente il gran momento, la sala è piena (tra l’altro sono presenti, a rendere più viva l’emozione, alcuni amici: Zena e Lino suo marito, Daniela, Franco Cordella che scatterà le foto ufficiali), dò i “cinque minuti” alla compagnia, i tecnici sono pronti, le assistenti di scena sono pronte, gli attori sono pronti, il regista è pronto…
Si spengono le luci in sala, comincia la musica, si alzano le luci in scena, la prima battuta… e via, è cominciata, e tutto filerà liscio, i due atti si snoderanno piacevoli, Caterina e Mòmolo ravviveranno il loro amore, Marinella porterà lo scompiglio nella tranquilla casa di Venezia, e poi andrà via, di corsa, come sospinta dal refolo che l’ha portata lì, e la vita riprenderà a scorrere, con i pettegolezzi di Rosa, le partite a carte di Caterina e Mòmolo, un lento giro di valzer che li accompagnerà per sempre.
Questo per me, e credo anche per i miei compagni di avventura, rapprenta il lavoro della maturità, è il copione che è nel cassetto e si dice sempre “Un giorno…”, ebbene io sono felice perché quel giorno è arrivato, sono riuscito a concretizzare il lavoro che ho sempre desiderato realizzare; e non vi nascondo che alla fine ero tanto commosso che ho fatto fatica a parlare; e adesso? Beh, domani c’è la prima replica, sono sicuro che questo refolo avrà vita duratura.
Scusate? La prima? Come è andata?
Un successone, naturalmente.
Le foto?
Le foto di Franco Cordella sono in un post in CoffeeBreak, rigorosamente in ordine cronologico dal primo atto all’immagine dei saluti finali; qui trovate da sinistra a destra: Marinella (Mara), Caterina (Maurizia), me, Maria, mia moglie, e Monica , Assistenti di scena, Mòmolo (Doriano), Rosa (Moira).
Un’ultima nota, Doriano e Maurizia sono marito e moglie, che questo abbia influito?